Per la collana Arrastòs ..nuova fatica letteraria dello scrittore di romanzi storici ovoddese Augusto Cuccui.
Romanzo contestuale all'accordo stipulato attorno al 111 a.C. tra il console romano Marco Cecilio Metello e i ribelli barbaricini, dove la narrativa epica s’incontra con la descrizione poetica.
mercoledì 20 aprile 2011
domenica 17 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
E' uscito il primo volume della collana Anzònes...
Hieronimu Araolla tataresu
(XVI - XVII sec.)
Nacque a Sassari attorno alla metà del secolo XVI da un'illustre famiglia.
Poeta ed ecclesiastico, autore di pregevoli versi in lingua italiana, sarda e spagnola, segnando con la sua produzione poetica il punto di convergenza del trilin-guismo che caratterizzava la Sardegna nel periodo.
Fu allievo del medico e filologo sassarese Gavino Sambigucci. Studiò lettere e filosofia, e si addottorò in diritto. Abbracciò la vita ecclesiastica solo nella maturità, quando iniziò la propria attività letteraria.
Nel 1582 pubblicò il suo poema: "Sa vida, su marti-riu e i sa morte de sos gloriosos martires Gavinu, Brothu e Januariu", opera che si riallaccia a quella quattrocentesca di Antonio Cano riadattando il vasto materiale della leggenda popolare sulla vita dei mar-tiri turritani a una costruzione narrativa più articolata. Si tratta di un’opera giovanile, concepita in occasione di una grave infermità, dalla quale si dice che sia stato liberato dai suddetti santi. I tre martiri sono pre-sentati come eroi di fede cristiana, come modelli di forza, fermezza d’animo, coraggio e saggezza.
Il poema consta in 2000 versi e con esso compare per la prima volta il sistema di strofe in ottave che diven-terà la forma più consueta nella poesia popolare iso-lana, e ne contiene ben 250.
La sua morte viene collocata tra il 1595 e il 1615.
Considerando che gli scritti successivi all’originale presentavano incongruenze nell’uso dei vocaboli, sono stati eseguiti gli adattamenti necessari per rendere l’opera leggibile, rispettando la metrica e facendo comunque fede agli scritti antichi....( Illustrazione di Anna Lisa Cuccui, contenuti protetti da copyright).
(XVI - XVII sec.)
Nacque a Sassari attorno alla metà del secolo XVI da un'illustre famiglia.
Poeta ed ecclesiastico, autore di pregevoli versi in lingua italiana, sarda e spagnola, segnando con la sua produzione poetica il punto di convergenza del trilin-guismo che caratterizzava la Sardegna nel periodo.
Fu allievo del medico e filologo sassarese Gavino Sambigucci. Studiò lettere e filosofia, e si addottorò in diritto. Abbracciò la vita ecclesiastica solo nella maturità, quando iniziò la propria attività letteraria.
Nel 1582 pubblicò il suo poema: "Sa vida, su marti-riu e i sa morte de sos gloriosos martires Gavinu, Brothu e Januariu", opera che si riallaccia a quella quattrocentesca di Antonio Cano riadattando il vasto materiale della leggenda popolare sulla vita dei mar-tiri turritani a una costruzione narrativa più articolata. Si tratta di un’opera giovanile, concepita in occasione di una grave infermità, dalla quale si dice che sia stato liberato dai suddetti santi. I tre martiri sono pre-sentati come eroi di fede cristiana, come modelli di forza, fermezza d’animo, coraggio e saggezza.
Il poema consta in 2000 versi e con esso compare per la prima volta il sistema di strofe in ottave che diven-terà la forma più consueta nella poesia popolare iso-lana, e ne contiene ben 250.
La sua morte viene collocata tra il 1595 e il 1615.
Considerando che gli scritti successivi all’originale presentavano incongruenze nell’uso dei vocaboli, sono stati eseguiti gli adattamenti necessari per rendere l’opera leggibile, rispettando la metrica e facendo comunque fede agli scritti antichi....( Illustrazione di Anna Lisa Cuccui, contenuti protetti da copyright).
sabato 19 marzo 2011
LIBRO DI RAFFAELE CAU (BUA) OVODDA-GENEALOGIA DI UN PAESE DI CENTENARI...
La casa Editrice Zènìa con la collana Zènìas propone i migliori studi e ricerche sulla genealogia delle famiglie dei paesi di Sardegna.
Mario Murru
Mario Murru
sabato 12 marzo 2011
E cantavamo alla luna..Pia Deidda parla della sua ultima fatica letteraria
"Airam, ultima sacerdotessa di un antico culto lunare nuragico officiato in Ogliastra, vive il dolore di non aver ancora avuto una figlia femmina alla ...quale tramandare i suoi poteri divinatori e oracolari.
La consapevolezza della fine del suo mondo diventa più concreta all'arrivo dei romani che si impongono come conquistatori e dominatori.
Ispirandosi ai resti nuragici presenti nel bosco Selene di Lanusei in località Genna 'e Cili (Porta del Cielo) l'autrice costruisce, con una narrazione intensa e poetica, un frammento dell'antica storia sarda avvolgendola in un'aura mitica". (Foto autrice di Lorenzo Bellu)
La consapevolezza della fine del suo mondo diventa più concreta all'arrivo dei romani che si impongono come conquistatori e dominatori.
Ispirandosi ai resti nuragici presenti nel bosco Selene di Lanusei in località Genna 'e Cili (Porta del Cielo) l'autrice costruisce, con una narrazione intensa e poetica, un frammento dell'antica storia sarda avvolgendola in un'aura mitica". (Foto autrice di Lorenzo Bellu)
martedì 1 marzo 2011
NUOVA COLLANA...Arrastos
La casa Editrice Zènìa con la collana Arrastos propone i migliori autori sardi che hanno romanzato racconti che accolgono cultura, tradizione e storia di Sardegna.
Mario Murru
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